Aggiornamento GAE

Aggiornamento GAE (Graduatorie Ad Esaurimento)

La diatriba che ha tenuto in tensione per diversi mesi le due principali coalizioni di governo (Movimento 5 Stelle e Lega) riguardante l’aggiornamento GAE (Graduatorie ad esaurimento) del comparto scuola, ha trovato finalmente una risoluzione.

Aggiornamento GAE
Aggiornamento GAE

Le due posizioni in sintesi, per Aggiornamento GAE

L’emendamento 10500 inserito nel “Decreto di Semplificazione” conteneva la richiesta di revisione delle graduatorie di istituto ad esaurimento a partire dal 2020. Mentre i Pentastellati chiedevano un aggiornamento delle stesse già a partire dal mese di marzo 2019, la Lega dal canto suo riteneva meglio slittare la revisione al 2020.

Nessuna proroga al 2020

L’approvazione definitiva del Decreto di Semplificazione ha definitivamente spazzato via l’ipotesi di un’ulteriore proroga dell’aggiornamento delle GAE. Tra l’altro, un aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento era già stato previsto per il 2017, per slittare poi al 2018/2019. Il ritardo accumulato è di ben due anni! Insieme alle graduatorie ad esaurimento, verranno aggiornate anche quelle di istituto di prima fascia. In base quanto stabilito nel D.M. del 13 Giugno 2007 per ogni candidato sarà riportato anche il punteggio ottenuto nella GAE.

Aggiornamento GAE: cosa succede

Gli insegnanti precari che fino ad oggi erano inseriti nelle GAE ma in fase di stallo potranno procedere alla revisione del loro punteggio ed eventualmente al cambio di provincia (se lo ritengono necessario), in modo da poter scegliere le località in cui vi è una maggiore disponibilità di posti da ricoprire. Il Ministero, però, non si è ancora pronunciato sulle modalità e tempi di aggiornamento. Un nodo da sciogliere è rappresentato dal concorso ordinario, che dovrebbe essere bandito a breve. Se le Gae di una Regione che ha il 50% dei posti, passa da zero a mille aspiranti, anche le possibilità di ruolo nel concorso ordinario potrebbero modificarsi. I posti messi a disposizione con il concorso saranno circa 10 mila, distribuiti in quelle regioni italiane in cui le graduatorie sono vuote oppure con pochi aspiranti al ruolo. Si tratta di una situazione abbastanza complessa, che il Ministro Bussetti è chiamato a risolvere per non inficiare la posizione di migliaia di docenti precari (soprattutto sui posti di sostegno).

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