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Linee guida per la salute degli operatori necrofori delle pompe funebri

Il decreto legislativo n. 81 del 9 aprile 2008 ha delineato le “Linee guida per la prevenzione del rischio biologico nel settore dei servizi necroscopici, autoptici e delle pompe funebri” per evitare contagi e infezioni nello svolgimento delle funzioni da parte degli addetti necrofori, operatori autoptici e delle pompe funebri.

Data:
9 Marzo 2020

Linee guida per la salute degli operatori necrofori delle pompe funebri

Il decreto legislativo n. 81 del 9 aprile 2008 ha delineato le “Linee guida per la prevenzione del rischio biologico nel settore dei servizi necroscopici, autoptici e delle pompe funebri” per evitare contagi e infezioni nello svolgimento delle funzioni da parte degli addetti necrofori, operatori autoptici e delle pompe funebri. I servizi necroscopici presentano criticità e rischi per i quali si necessita l’adozione di misure preventive a garanzia degli standard ambientali e della salute degli operatori. Nella Conferenza Stato Regioni del 2017, le disposizioni sono state di fatto approvate e trovano applicazione presso tutte le pompe funebri a Roma e nei territori regionali.

Quali sono i rischi per gli operatori delle pompe funebri

Tutti i defunti sono considerati potenzialmente infettivi per qualsiasi operatore o altra persona (inclusi i familiari) che vengono a contatto diretto con la salma. I dati SIROH – Studio Italiano Rischio Occupazionale da HIV e altri agenti patogeni trasmissibili per via ematica – mostrano che dal 2003 al 2014 il personale coinvolto nella cura e preparazione delle salme è incorso in incidenti con lesioni cutanee, percutanee e mucolitiche ad alto rischio di infezione. Il rischio biologico e di contaminazione nei casi di decessi per cause naturali all’interno delle mura domestiche o in struttura ospedaliera è tra i più elevati.

I rischi più imminenti, per esempio, nella constatazione del decesso riguardano:

  • L’ispezione del defunto con probabile contatto con i liquidi organici e le feci;
  • La percolazione derivante da lesioni cutanee o orifizi naturali;
  • La contaminazione delle superfici esterne (camici, occhiali, mascherine);
  • La contaminazione accidentale dei moduli e della documentazione utilizzata per la registrazione del decesso.

I rischi comportano l’osservazione e l’attuazione delle procedure corrette al fine di eliminare o contenere qualsiasi potenziale contaminazione. Le misure preventive partono dalla basilare igiene delle mani con il lavaggio delle stesse prima di procedere a qualsiasi adempimento pratico e amministrativo. L’applicazione delle procedure non è garanzia di efficacia e protezione e devono sempre essere affiancate dalla corretta valutazione dei rischi con l’obiettivo di mettere in atto le azioni più opportune di sensibilizzazione e addestramento. Le linee guida, infatti, predispongono anche la realizzazione di percorsi formativi e di aggiornamento per tutti gli addetti ai lavori. Il datore di lavoro, da parte sua, ha il dovere di garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori e di mettere a loro disposizione tutti gli strumenti per la formazione e per l’adeguata operatività sul campo.

Quali sono i principali dispositivi di prevenzione e protezione dal rischio biologico

 

Le disposizioni messe in atto dal protocollo di prevenzione consistono principalmente in:

  • Protezione degli occhi: utilizzo di occhiali di II Categoria DPI e occhiali a maschera di III categoria (UNI EN 166);
  • Protezione delle mucose: visiera di III Categoria (UNI EN 166);
  • Protezione delle vie respiratorie: mascherine facciali filtranti con o senza valvola (III Categoria), semi-maschera riutilizzabile con filtri (Categoria III), mascherina chirurgica (dispositivo medico)
  • Protezione del corpo: camice (III Categoria), tuta completa (EN 340);
  • Protezione delle mani: uso di guanti monouso (III Categoria EN 420);
  • Protezione degli arti inferiori: uso di copri-scarpe e calzari (di I, II e III categoria EN 340).

Le linee guida indirizzano gli operatori anche nell’impiego di nuove tecnologie e suggeriscono il ricambio delle mansioni nella manipolazione delle salme nelle varie fasi di operatività (tumulazione, estumulazione, interramenti e simili).

È dunque importante, in ogni caso, affidarsi a agenzie di pompe funebri, come La Cattolica San Lorenzo, in grado di garantire la professionalità necessaria e la sicurezza dei propri operatori e dei familiari in qualsiasi circostanza.

Ultimo aggiornamento

9 Marzo 2020, 21:55

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